di Serena Orlando
Re indiscusso degli eventi folk, il Concertone della Notte della Taranta, quest'anno affidato al Maestro Concertatore Ermal Meta ha contato 150.000 presenze: è la magia della pizzica.
La Notte della Taranta da 29 anni ha assunto l'onere e l'onore di tramandare la musica, il folklore, l'identità di una terra alle nuove generazioni. E lo fa trasformando il piazzale dell'ex Convento degli Agostiniani di Melpignano, in una tappa obbligatoria dell'estate salentina, ammaliando i visitatori, coinvolgendo i locali: non solo in Italia, tutti sanno cos'è la pizzica.
Da quest'anno, lo sa tutta Europa.
Ermal Meta ne fa un suono mediterraneo e coerente, che alla frenesia della pizzica affianca le sinuosità di Lule Lule in arbëreshe, una struggente ballata che racconta la perdita della Patria e dei propri cari. Un'emotività pazzesca che sfiora le lacrime.
Sul palco, le maestose coreografie di Fredy Franzutti, chiamato per il secondo anno ad occuparsene, sono incorniciate da continui richiami scenografici al barocco, alla tradizione, alla terra: psichedelici, intensi, una cornice fastosa che affianca il minimalismo del palco.
Nel solco della visione del Maestro Concertatore, anche gli ospiti: Alessandra Amoroso gioca in casa con la Pizzica de Santu Paulu e la sua energia travolgente che la incorona immediatamente regina della serata, Saif fa ballare con Mena Mena Mo', Levante interpreta la dolcissima Beddha ci dormi, Gisela Joao incanta con la grande intensità del fado portoghese declinata su La Cerva, il giovane Welo, con rispetto ed energia, porta sul palco una versione urban di Core Meu.
Le voci dell'Orchestra sono, come sempre -ed è bene non dimenticarlo-, la colonna portante della serata che ha chiuso con una potente celebrazione del griko nella celeberrima Matinata (Kalinifta) cantata a più voci.
Quel griko quasi scomparso, quasi spacciato, che risuona in coro tra decine di migliaia di voci: è bello? È bello, sì!
La Notte della Taranta sfida il caldo, le code, le attese e vince.
Come non riscontrare coerenza in una visione musicale che dalla nostra piccolissima isola ellenofona riesce a far ballare chiunque e da qualsiasi parte del mondo?
Come non ammettere che, di tutti gli sforzi profusi per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio immateriale, questo è, sì, il più fragoroso ma anche e decisamente il più riuscito in assoluto?
Viva la Grecìa, viva il Salento, viva la pizzica e se ci la balla no more mai saremo in moltissimi ad essere estremamente longevi!
Ph. Angela De Luca
Grecìa ta nea-ma è il giornale online che ti racconta notizie, eventi e cultura dal cuore del Salento.
© Grecìa ta nea-ma. Iscrizione al registro... Sviluppato da ErisCom